UN TERRITORIO RICONQUISTATO DALLA NATURA

Monte Sole e la valle del Rio Burrone Gorgone

L'ossatura del Parco Storico Regionale di Monte Sole è costituita dalla complessa dorsale che separa il Reno dal Setta, strutturata in settori piu' elevati (i monti Giovine, S. Barbara-Sole, Salvaro) ai quali si alternano morfologie piu' dolci. Dallo spartiacque principale hanno origine brevi corsi d'acqua, le cui vallecole solcano il territorio con ripidi versanti spesso caratterizzati da vasti affioramenti rocciosi. Dalle sommita' dei rilievi lo sguardo puo' spaziare dal medio Appennino bolognese, con i vicini Montovolo e Monte Vigese, fino al crinale tosco-emiliano, dove agli inconfondibili profili del Corno alle Scale e del Cimone si aggiungono quelli delle cime piu' elevate dell'Appennino reggiano; belle vedute si hanno anche sul vicino Contrafforte Pliocenico, le cui spoglie pareti arenacee accompagnano il corso del Setta fino alla confluenza col Reno, e sulle sottostanti vallate, nelle quali si snodano arterie di grande traffico e si concentrano i centri abitati e le aree industriali. L'aspra morfologia del territorio ha, infatti, storicamente limitato gli insediamenti ai punti piu' stabili dei crinali e soprattutto ai fondovalle. I rilievi sono in gran parte rivestiti da fitti boschi che, secondo un assetto tipico del paesaggio appenninico, si alternano a seminativi e prati sui terrazzi alluvionali del Reno, i versanti a debole pendenza e le dorsali piu' pianeggianti; queste ultime, a volte, assumono l'aspetto di verdi altopiani in forte contrasto con le ripide pareti sottostanti, spesso erose in spettacolari formazioni calanchive. Prati disegnati da annosi filari di ciliegi e noci, estesi incolti e arbusteti che spesso nascondono quel che resta degli antichi insediamenti rivelano il diffuso abbandono di questo territorio, dovuto soprattutto ai tragici eventi dell'ultimo conflitto mondiale. Case distrutte dalle bombe e festonate dai rampicanti, ruderi di chiese dai pavimenti inerbiti, lapidi e cippi sparsi un po' dovunque ai margini dei sentieri e lungo le siepi, piccoli cimiteri visitati dalle upupe riportano costantemente alla memoria gli orrori dell'eccidio. La recente istituzione del parco, oltre ad avere un profondo significato di testimonianza, intende favorire l'avvio di nuova fase di vita per questi luoghi, proprio a partire dalle ricchezze del patrimonio naturale.

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