UNA BELLEZZA NASCOSTA DELLE COLLINE BOLOGNESI

Miserazzano e la citta'
Il territorio del Parco dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa si estende nella prima fascia collinare, a ridosso della Via Emilia, in vista di Bologna e della pianura. Il Savena segna per un lungo tratto il confine occidentale dell'area protetta, che a est si spinge sino al Quaderna; nella sua parte centrale e' situata la confluenza fra Zena e Idice.

Il parco racchiude vasti affioramenti gessosi con splendide morfologie carsiche e, nel settore piu' orientale, i suggestivi calanchi del Passo della Badessa. Per quanto profondamente intaccati in vari punti dalle passate attivita' estrattive, i gessi bolognesi rappresentano una delle principali emergenze naturali della regione e nascondono aree di particolare bellezza, la cui parziale integrita' e' in gran parte dovuta alle forme accidentate, che non ne hanno mai consentito il pieno sfruttamento.

Su queste colline, interessate da importanti collegamenti transappenninici fin dall'antichita', si e' sviluppata una viabilita' di fondovalle e di crinale che, per le caratteristiche del territorio, ha favorito solamente l'insediarsi di piccoli nuclei abitati sparsi.

Per raggiungere il cuore del parco si attraversa un paesaggio dolcemente ondulato, movimentato dalla continua alternanza di aree coltivate e boscate che riflette la secolare presenza dell'uomo. Estesi campi di grano, medica e altre colture occupano i pendii meno ripidi, disegnando forme irregolari e sinuose che contrastano con gli appezzamenti geometrici della vicina pianura; ai seminativi si affiancano frutteti e vigneti un tempo rinomati. Fra le sparse case coloniche spiccano ville signorili e palazzi, spesso molto antichi e di pregevole architettura, protetti dalle chiome di maestosi pini domestici e di slanciati cipressi che, a volte, accompagnano anche le strade. Ma sono soprattutto le grandi querce isolate o in filare, le siepi di prugnolo e biancospino e i primi lembi di bosco a introdurre un paesaggio naturale che si sposa armoniosamente con quello agrario.

La vegetazione spontanea finisce per dominare dove affiorano i gessi o emergono le formazioni calanchive: e' qui che sono custodite le ricchezze naturali del Parco.


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