ITINERARI CONSIGLIATI


1) La dolina della Spipola.

Dalla Palazza si scende sul fondo della dolina fino all'ingresso artificiale della Grotta della Spipola. Si risale il margine del bosco, fra prati, coltivi e affioramenti, superando alcuni inghiottitoi e doline minori, fino a incontrare via Madonna dei Boschi nei pressi del ripido fronte di cava della Palestrina. La via segue il bordo della dolina e raggiunge un vecchio borgo in localita' "Il Castello". In vista della valle del Rio Acquafredda, poco oltre la Cava a Filo, un sentiero sulla sinistra scende attraverso un fitto arbusteto in via Benassi; la strada, ombreggiata da un bel filare di cipressi, riconduce al punto di partenza. Durata: 2 ore.

2)I gessi tra Idice e Zena.

Dal fianco occidentale della Buca di Ronzano, dove via dell'Eremo raggiunge il crinale, si imbocca una strada, prima asfaltata e poi bianca, che si inoltra nel cuore di questo ampio settore gessoso. Si tocca la dolina dell'Inferno, attraversando il folto bosco che nasconde la sua particolare morfologia; molti sentieri che scendono verso il fondo consentono di esplorarne i versanti, avvicinando gli inghiottitoi che si aprono numerosi in tutta la dolina. Proseguendo si raggiunge la dolina di Gaibola, il cui ampio perimetro risulta ben evidente dal sentiero, che ne costeggia per un buon tratto il bordo. Superata una traccia che si dirige verso il fondo, si raggiunge un vecchio edificio rurale abbandonato, oltre il quale la strada scende verso la valle dell'Idice. Da qui si fa ritorno al punto di partenza. Durata: 2 ore (a/r).

3) Sui calanchi dell'Abbadessa

Dalla Pieve di Pastino una sterrata scende, fra coltivi, arbusteti e un bosco fresco, fino al fondovalle del Rio Centonara, in vista del crinale calanchivo del Passo della Badessa. Si prosegue, costeggiando la riva destra del rio, su un tracciato spesso fangoso, fino a incontrare un guado oltre il quale si arriva a contatto con i calanchi sotto Monte Arligo: ai piedi delle ripide vallecole, profondamente incise da solchi di erosione, si possono osservare i caratteri delle argille e la rada vegetazione che cresce in questo ambiente. Una carrareccia risale attraverso un fitto arbusteto fino a una casa colonica e poco oltre raggiunge Villa Massei e la chiesa di S. Andrea. Durata: 2 ore (a/r).


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