GLI INGHIOTTITOI FOSSILI

Il Buco dei Buoi
Durante l'ultimo periodo glaciale, gli affioramenti gessosi caratterizzavano gia' le colline bolognesi. Alcuni inghiottitoi si riempirono lentamente di detriti, ai quali si aggiunsero pollini, carboni e corpi di animali (per i quali rappresentavano vere e proprie trappole). Diversi inghiottitoi vennero intercettati dagli squarci aperti dalle cave: i ritrovamenti piu' significativi sono avvenuti presso la grande Cava Iecme, sotto il Monte Croara, e alla Cava a Filo, dove il taglio del gesso seziono' un ampio e profondo inghiottitoio, esponendo in modo chiaro la successione degli strati. In quest'ultimo caso, lo studio dei pollini fossili ha rivelato che tra 25.000 e 15.000 anni fa' la zona aveva un clima piu' freddo dell'attuale, essendo rivestita da boschi di pino silvestre, con betulle e salici nani.

Passando ai livelli piu' recenti del riempimento si nota un lento miglioramento climatico: il pino si riduce e compaiono olmo e quercia; piu' avanti il pino scompare e restano solamente quercia, olmo, nocciolo e ontano, una copertura vegetale piuttosto simile a quella odierna. Le foreste erano probabilmente interrotte da praterie steppiche, perche' le specie animali ritrovate sono tipiche di ambienti aperti. Le numerosissime ossa raccolte testimoniano la presenza di bisonti, cervidi di grandi dimensioni, marmotte, lepri, volpi, lupi, tassi e cinghiali.

Presso la Cava Fiorini sono stati ritrovati anche resti di ghiottone, un mustelide che attualmente vive solo nelle regioni piu' settentrionali dell'Europa e dell'Asia. A questi ritrovamenti si sono aggiunti quelli di oggetti litigi usati dall'uomo nel Paleolitico medio e superiore e numerose testimonianze dell'Eta' del Rame. Una ricca collezione e' conservata nel Museo Archeologico Luigi Domini, a San Lazzaro, dove si puo' ammirare la ricostruzione di uno scheletro di Bison priscus, l'unico completo esistente nei musei europei.


torna all'inizio