Tra i mammiferi, ad esempio, oltre alle specie piu' comuni della collina, spicca il mustiolo, un insettivoro a diffusione mediterranea: con i suoi 2,5. g di peso e' il piu' piccolo toporagno europeo.
Da segnalare e' anche la presenza, sia pure non assidua, del capriolo, che sta gradualmente riprendendo possesso dell'ambiente collinare e appenninico, dopo essere stato sterminato circa due secoli fa.
SucciacapreLe specie piu' caratteristiche sono proprio quelle legate agli ambienti cespugliosi e di transizione tra bosco e coltivi: da segnalare, per la particolare abbondanza, sterpazzola, tortora, succiacapre, averla piccola, strillozzo, usignolo, capinera, quaglia e allodola.
La presenza di specie tipiche dei boschi con alberi maturi (picchio verde, rampichino, picchio muratore, cince) si limita ai parchi delle ville e alle rive boscate lungo Zena e Idice.
Di rilevante interesse sono anche l'assiolo, un piccolo rapace notturno abbastanza raro, presente solo nel periodo estivo, la poiana e, lungo i torrenti, il martin pescatore.
Martin pescatore
Allocchi
UpupeNei gessi la scarsita' di habitat acquatici consente di osservare, tra gli anfibi, soprattutto specie terricole come rospo comune e rana agile.
Nelle zone calanchive, invece, la maggiore disponibilita' di acque superficiali favorisce anche la presenza di raganella, tritone crestato e tritone punteggiato, che spesso coabitano in piccole pozze sui terreni argillosi. Nelle medesime situazioni, come pure lungo i ruscelli ai piedi dei calanchi, e' possibile osservare il singolare ululone dal ventre giallo.
Le zone piu' aride e assolate degli affioramenti gessosi e delle pendici calanchive ospitano diverse specie di insetti particolarmente adattate a questo tipo di ambiente; fra le piu' curiose, Empusa pennata, una mantide particolarmente mimetica, e Oedipoda germanica, una cavalletta quasi invisibile quando e' posata sul gesso o sull'argilla, ma che al momento di spiccare il volo mostra la vistosa colorazione rossa delle ali posteriori.
Ululone dal ventre giallo
Ferro di cavallo maggioreMolti abitanti delle grotte presentano adattamenti assai marcati. Uno dei caratteri piu' comuni e' la riduzione degli occhi, talvolta fino alla totale cecita'; è maggiore, invece, lo sviluppo di altri organi sensoriali, come antenne e setole tattili. Un'altra caratteristica e' la depigmentazione, cioe' la mancanza totale o parziale dei pigmenti: gli animali appaiono spesso di un bianco latteo o di un giallo testaceo. Particolarmente abbondanti sono gli invertebrati, soprattutto crostacei, aracnidi, millepiedi e insetti.
Accanto alle specie strettamente legate agli ambienti ipogei, esistono animali che utilizzano le grotte come semplici ripari, luoghi di sosta e riposo: i piu' noti sono senza dubbio i chirotteri. Per il letargo invernale, il torpore diurno e la riproduzione, numerose specie di pipistrelli, come il miniottero, alcuni vespertini e Ferro di cavallo, utilizzano pareti e anfratti delle grotte.
Tra le specie piu' tipiche c'e' il ferro di cavallo maggiore, una presenza rara e importante degli inghiottitoi dei gessi bolognesi.
Come tutte le specie della sua famiglia (i Rinolofidi) possiede un muso di forma singolare: intorno alle narici si sviluppano infatti complesse escrescenze carnose note come 'foglie nasali", utilizzate per meglio diffondere gli ultrasuoni; tutti i pipistrelli europei, dalla vista debole e dalle abitudini notturne, si orientano nello spazio, individuano le prede e gli ostacoli servendosi degli echi degli impulsi ultrasonici emessi. Il ferro di cavallo maggiore vive solitario o in piccoli gruppi. Nella bella stagione esce dalla grotta a tarda sera e resta a cacciare falene e coleotteri tutta notte, con volo basso, lento e sfarfallante; rientra solo prima dell'alba per cadere subito in uno stato di torpore. A fine autunno inizia l'ibernazione.